Stanley Kubrick Barry Lyndon

barryLyndonPilardAgile trattato su Borry Lyndon che qualche spiritoso ha pensato di regalarmi per il compleanno. Philippe Pilard, da bravo docente universitario, affronta il film di Stanley Kubrick con l’approccio da tesi universitaria. Vivisezione immagini e testo senza però scadedere nella pedanteria. Pilard, pur mantenendo un approccio sostanzialemente strutturalista, è particolarmente interessato al rapporto tra il romanzo di William Tackeray e la riduzione cinematografica di Kubrick. Dove la differenza maggiore risulta nel fatto che se il romanzo è particolarmente movimentato, cappa e spada, un Barry particolarmente guascone e sbruffone, nel film tutto è più immobile, perché Kubrick, nonostante tanta pignoleria “realistica”, costruisce un film abbastanza metafisico. Più che parlare del ’700, cerca la costruzione di una storia con una morale universale e senza tempo.
Interessanti le nozioni storiche e riferimenti artistici, nonché un po’ di sano gossip su attori e regista. Nella tesi di Pilard c’è un po’ di tutto: da tecniche narrative letterarie e prettamente cinematografiche. Grazie alle quali si può intuire perché uno dei film più noiosi mai girati, sia anche un grande film e ci sono persone come che lo adoroano.

Stanley Kubrick Barry Lyndon di Philippe Pilard, Lindau, 2004, p. 156, 14.50€

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