Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda

bancocattiviRaccolta di quattro saggi di critica letteraria, che come annuncia il sottotitolo, fanno a pezzi alcuni degli scrittori italiani più noti: Baricco, De Luca, Santacroce, Niffoi, Scarpa e tutti i giallisti italiani. Scrivono critici veri, non semplici lettori come su questo sito, Sul bacon dei cattivi trovate saggi di venti pagine a volta, non venti smozzicate righe come su fragmenta o qualsiasi altro sito simile. Insomma cose serie.

Il primo saggio Profondità di superficie di Giulio Ferroni è una stroncatura chiesta a gran voce dallo stroncato stesso: Alessandro Baricco; lo scrittore lo chiese pubblicamente su la Repubblica (leggi qui).
Che dire? Ferroni lo accontenta. Baricco stroncato.

Ne La retorica del sublime dal basso Massimo Onofri stronca Salvatore Niffoi, Erri De Luca (anche se non i toto), Isabella Santacroce (in toto). Filippo La Porta si scaglia Contro il NUovo Giallo Italiano; mentre Alfonso Berardinelli in Lo scrittore, il critico e l’ossessione della performance affronta il suo ex allievo Tiziano Scarpa condannandone l’idea di arte che sta alla base delle opere dello scrittore.
Condivisibili o meno che siano le opinioni di questi critici, mi sembra interessante questa forma di libello breve ed una volta tanto attuale.
Cioè si discute di scrittori che non sono morti da almeno cinquant’anni, sono perfino vivi.

Dubbi ne sollevano più di uno. Ferroni ad esempio avrà pure ragione, ma ho l’epidermica impressione che Baricco scriva meglio di lui, chissà magari un giorno scriveranno a quattro mani: lo stile di Baricco e la profondità di pensiero di Ferroni.
Mi sono posto anche altre domande forse non all’altezza, magari un po’ sceme. Ma leggendo il saggio di Onofri, che condivido nei concetti fondamentali, (leggetelo per sapere quali)
ho avuto come l’impressione che affiorasse il solito vezzo: il passato ha prodotto opere migliori, meglio Bufalino di Niffoi. Mia considerazione un po’ frivola, il saggio di Onofri è ben più complesso./
Interessanti le critiche che La Porta muove al Nuovo Giallo Italiano che infesta le librerire.
Tuttavia mi chiedo sei sia statisticamente possibile che in una tale massa di romanzi gialli italiani scritti negli ultimi dieci anni non se ne salvi nemmeno uno.
Non dico tanti, ma ce ne sarà almeno uno (1) che sia minimamente decente. Anche in questo caso leggete il saggio, indizi e prove messi sul banco dei giurati da La Porta meritano attenzione.

Il saggio di Berardinelli è quello più interessante, forse perché Berardinelli più che scrittura critica sembra “fare” letteratura (e un po’ lo ammette anche lui stesso). Qui siamo al confronto uno a uno,
professore/allievo e perché no, simbolicamente parlando, padre/figlio. Tra le altre cose, Berardinelli invita a fare i conti con il passato letterario (e anche qualcosa in più) “I padri e le madri si possono, forse, anche uccidere. Ma la cosa impossibile è negare la loro esistenza, nonché il fatto che vengano prima di noi.
Il legame non possiamo cancellarlo, ma solo superarlo.” (p. 87, se non si fosse capito, il saggio di Berardinelli è quello che mi è piaciuto di più)

Quindi lettura consigliata non per avere lezione professorale ma per per spingersi in qualche ragionamento un po’ più ardito sui libri che si leggono,
tanto per andare oltre al “mi piace/non mipiace… libro fantastico l’ho letto tutto d’un fiato… etc..”

P.S. Rimane una domanda senza risposta, ma perché questi scrittori sono così “alla moda”? Se hanno così tanti difetti perché i lettori li apprezzano? E’ solo marketing?

Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda
di Giulio Ferroni, Massimo Onofri, Filippo La Porta, Alfonso Berardinelli; Donzelli collana Interventi, p. 94, 10.90 euro, 2006

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