Sway

swaySway narra le vicende mortifere di Brian Jones e quelle tendenzialmente mortifere del visionario registra Kenneth Anger, quello di Invocation Of My Demon Brother . Poi ci sono i Rolling Stones, limitatamente a Mick e Keith, le loro donne, sullo sfondo gli anni sessanta, la droga, i concerti, Charles Manson, sesso e morte.
Lazar costruisce un romanzo un po’ gelido, il tono è monocorde. Narra vicende spettacolari e eccessive con tono pacato, senza alti e bassi, tenta di far cronaca inventando dialoghi e pensieri di persone reali. Non scade mai in nessun eccesso, il che rende un po’ piatta la vicenda, sembrano un po’ tutti impiegati della musica, sesso, droga e rock andl roll.
Un paio di capitoli belli, il secondo all’inizio con i giovani Stones che vivono in appartamento gelido e lurido, senza soldi e sempre attaccati alle chitarre. Mick forse non ci crede molto nella musica, Keith e Brian non altre prospettive e poi il successo che arriva improvviso. Bella anche la ricostruzione di come nasce Sympaty For the Devil. Di demoniaco, in Sway, resta poco o nulla. Un vago senso di tristezza, forse per la vicenda narrata, forse per lo stile di Lazar. Per quanto un po’ burocratico leggibile se vi interessano le vite di artisti e musicisti.

Sway di Zachary Lazar, Einaudi, p. 270, 18 euro

,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this: