Una Pazzesca Storia d’Amore I

Giura che non scoperai più con le altre o fra noi è finita.
Questo l’ultimatum, il delirante, improbabile, pazzesco ultimatum che la signora cinquantaduenne impose tra le lacrime al suo amante settantaquattrenne, il giorno in cui il loro legame, di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacente riservatezza, compiva tredici anni. E adesso che l’afflusso di ormoni andava esaurendosi, la prostata ingrossava, e forse non gli restavano che pochi anni di potenza relativamente affidabile, e forse ancora meno anni di vita; adesso, quando si avvicinava la fine di ogni cosa, gli veniva imposto, per non perdere lei, di stravolgere se stesso. Lei era Julia Spinazza, la popolare moglie, nella vita e sul lavoro, del miglior ristoratore della città; stimata per le attenzioni con le quali inondava tutti i suoi ospiti, per l’affettuosa, materna tenerezza che riservava non solo ai bambini e alle persone anziane, ma perfino alle ragazze che servivano ai tavoli; e lui era il dimenticato professore di lettere Piergiorgio Brambilla, uomo aitante con la barba bianca, irritanti occhi verdi e dita tormentate dall’artrite deformante.
La monogamia con tuo marito ti piace così tanto che la vuoi anche con me ? Non riesci a vedere il nesso tra l’invidiabile fedeltà di tuo marito e la repulsione fisica che ti ispira ? Noi non smettiamo mai di scopare, mentre con lui ti fanno schifo anche quei due minuti al mese in cui ti piega sul tavolo della cucina e ti prende da dietro. E perché ? Per tutta quella ostenta fedeltà, ecco perché.
Julia trascinò il suo corpo pieno e sodo accanto a lui. Era una donna attestata sul più provocante limitare del sovrappeso, con una figura che nei momenti di massima floridezza rammentava quelle statuette di creta modellate dagli antichi fenici, bombolette grasse con grosse poppe.
Dimmi che mi sarai sempre fedele, per favore prometti che lo sarai.
Ma non lo siamo mai stati fino ad adesso, non capisco. Prima dimmi perché. Perché io soffro
Il professor Brambilla afferrò entrambi le tette pesanti, e vi nascose la faccia.
Tu voi impormi una condizione che mi snatura oppure mi costringe ad essere disonesto con te. E questo non è leale. E poi, mi sconvolge accorgermi che non ti ferma il pensiero del salutare contrasto tra la nostra onestà e gli inganni quotidiani che sono il marchio di milioni di matrimoni, compreso il tuo e il mio. E come possa essere oggi meno gradevole al tuo palato la nostra reciproca sincerità, il raccontarci le reciproche avventure; rispetto al conforto delle solite bugie e del puritanesimo repressivo.
Il professore respirò, cercò la parola adatta è infine esalò, Incomprensibile.
Perché mi prendi in giro? gridò Julia. Lo so che sei più intelligente di me, e che a parole mi freghi… Ti chiedo soltanto di essere mio, mio soltanto. Cosa c’è di strano in questo ? Che non capisco, Julia.
Piergiorgio, sono molto ammalata e sto per morire. Piergiorgio Brambilla, dimenticato professore di lettere, afflitto da artrite deformante, non trattenne una lacrima. Fortunatamente questa si perse nei profondi segni delle sue rughe.

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