Una Scelta Difficile

Il sacco nero sulla spiaggia muggiva. Knud sapeva riconoscere un muggito quando lo sentiva. Knud sapeva anche che un sacco che mugge (muggisce?) su una spiaggia di notte non è un buon segno. Per questo motivo, danzò con il volto rivolto alla luna: una minacciosa luna con gobba a ponente. Knud, dopo un quarto d’ora di danze sfrenate, non aveva più fiato, il sacco nero continuava a muggire (muggere?). Era un segno. Knud ormai ne aveva la certezza. “Porca miseria” pensò Knud, elaborò anche altre intraducibili imprecazioni, tuttavia il “segno” restava lì a muggire sulla spiaggia. Knud sapeva che avrebbe dovuto fare qualcosa, perché qualcosa era stato messo sulla sua strada. Knud quella sera aveva ben altre cose da fare: cazzo, quella sera c’era il calcio in televisione! Ma Knud era un uomo, un figlio della terra, e non poteva ignorare un segno, negare un aiuto a chi ne aveva bisogno, fosse stato anche un sacco muggente(?).

Il sacco era uno sporco negro, anche Knud era nero ma lui era molto pulito, fresco di doccia, quello era letteralmente uno sporco negro, coperto di sporcizia, merda e sangue. Che schifezza d’uomo pensò Knud, doveva proprio fare qualcosa prima che crepasse lì, su quella spiaggia straniera. Per fortuna dello sporco negro più che di Knud, Knud aveva una nonna che gli aveva insegnato come evocare gli spiriti, sia quelli buoni sia quelli stronzi. Knud rinuciò ad una grande partita quella sera.

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One comment on “Una Scelta Difficile
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