Una Stagione Selvaggia

stagioneselvaggiaJoe R. Lansdale è un autore a talento variabile, capace di scrivere buoni romanzi come In fondo alla palude, ottimi racconti (La notte che non andammo al drive in) e opere decisamente minori come Mucho Mojo. Una Stagione Selvaggia lo colloco a metà di un’ipotetica scala di valore tra le varie opere di questo scrittore.
Anche questo romanzo di Lansdale è immerso nel profondo sud degli Stati Uniti, dove la miseria, etica ed economica, prospera insieme al razzismo. I protagonisti sono un bianco etero, reduce ideologico degli anni sessanta, ed un omosessuale nero, reduce del vietnam. Due amici, Hap e Leonard, due outcast della società, che tirano avanti con lavori stagionali malpagati. Si tratta di una storia che tra bionde bonazze, gangster, terroristi in pensione e colpi di scena, affronta con mano leggera la fine delle illusioni di un’intera generazione: sessantottini sconfitti da loro stessi piuttosto che dalla società.
Una Stagione Selvaggia è puro entertainment. sufficientemente intelligente e scritto abbastanza bene da non insultare l’intelligenza del lettore. Gli stereotipi abbondano, a partire dal duo di amici bianco & nero, ma non infastidiscono. Una sorta di Arma Letale in versione romanzo.

Sulla copertina è scritto: “la prima irresistibile storia della serie Hap & Leonard ancora inedita in italia.” La sintassi di questa frase lascia spazio a diverse interpretazioni, tuttavia mi pare che anche Mucho Mojo sia parte di codesta serie, l’ho letto in italiano circa quindici or sono.

Una Stagione Selvaggia di Joe R. Lansdale, Einaudi, collana Stile Libero Noir, 192 p, 11 Euro, 2006

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