Underworld

underworldIl 3 ottobre 1951 i Dodgers e i Gyants si affrontano nella partita finale che deciderà il vincitore del campionato di baseball, mentre altrove i russi fanno esplodere una bomba atomica in una località segreta. La pallina del fuoricampo di Thompson, che assegna la vittoria in extremis ai Giants, passerà tra le mani di vari personaggi, spesso collegati tra di loro, in un mosaico di storie che attraversano quaranta anni di vita americana, dagli anni cinquanta e l’inizio della guerra fredda, al Vietnam e alla contestazione studentesca, fino alla fine del secolo.

Le parti del romanzo sono invertite cronologicamente (a parte il prologo e l’epilogo) e narrano la vicenda a ritroso: dal 1992 fino al 1951. Il Prologo, la descrizione della partita di baseball, è una sintesi dei temi principali del libro, un magnifico contrappunto di eventi reali (la cronaca della partita, Sinatra e Hoover tra il pubblico dei tifosi) e privati inventati (come lo smilzo ragazzino di colore che s’impadronirà per primo della palla e Nick Shay sorpreso dall’autore in cima al tetto di casa ad ascoltare la partita alla radio). Tecnicamente ricorda il grande capitolo dei congressi agricoli di Flaubert in Madame Bovary e alcune pagine dell’Ulisse, quando Joyce sincronizza 50 personaggi, compresi tutti quelli principali, e le loro attività entro gli stessi limiti temporali, intorno alle ore 15 del 16/6 a Dublino. Il Prologo di Underworld è un pezzo da antologia e vale da solo il prezzo dell’acquisto del libro.

Uno dei temi più importanti del romanzo è la spazzatura. La spazzatura è un deposito culturale unico. Spazzatura personale e collettiva, identità privata e quella generata dalla Storia. Anche i sogni sono scarti. E la perdita, anche d’identità. E la memoria. Quella spazzatura nostalgica d’altri tempi. Come una pallina da baseball che ha un pedigree lungo così. Il nucleo radioattivo di una bomba atomica ha le stesse dimensioni di una palla da baseball. Ecco l’altro tema dominante del romanzo: la morte. La paura della morte pervade tutto il romanzo. Forse sarebbe meglio dire “Il trionfo della morte”, come il dipinto di Pieter Bruegel che ossessiona J.E.Hoover. C’è il segreto della bomba e i segreti che la bomba ispira. Segreti e complotti, perchè la storia è la somma di tutto ciò che non ci viene detto.

Underworld conferma il grande talento di Don DeLillo, già autore di almeno due classici della narrativa americana Rumore Bianco (White Noise, 1985) e Libra (Libra, 1988). E’ davvero un gran bel romanzo. E’ forse l’ultimo, grande romanzo del ’900.

Underworld di Don DeLillo, Einaudi, p. 886, 16.50€, 1997

,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this: