Via Delle Oche

viaocheRecensione di Luca Rachetta.

Siamo alla vigilia delle elezioni politiche del 1948. il cui esito avrà per l’Italia il valore di una scelta di campo a livello internazionale. Nel clima della Guerra Fredda, richiamata di capitolo in capitolo da citazioni di titoli giornalistici assai eloquenti a tal proposito, si svolge l’inchiesta del commissario De Luca, ora degradato a vicecommissario della Buoncostume per il suo presunto “collaborazionismo” con la polizia fascista e repubblichina. L’indagine, che prenderà l’abbrivio da un omicidio avvenuto in uno dei tanti lupanari bolognesi di quel tempo e si dipanerà seguendo il filo di una catena di delitti, verrà in alcuni frangenti osteggiata, in altri sostenuta da alcuni alti papaveri della polizia collusi col modo della politica, che trovano nella loro professione l’occasione per favorire i propri partiti in un momento così delicato. A De Luca, però, interessa svelare l’arcano non per tornaconto politico, ma soltanto per amore di giustizia e ossequio alla dignità di una professione che rappresenta tutta la sua vita… Inevitabile, dunque, che, alla fine del romanzo, il povero protagonista, pur vittorioso nella sua ricerca della verità, venga consegnato, ancora una volta, alla condizione di vittima di quel potere che la sua professionalità aveva indotto a rispettare sempre e comunque.
“-Il caso non interessa più a nessuno, commissario De Luca. Non sappiamo dove andrebbe a finire ed è stato deciso che sollevare un polverone proprio adesso sarebbe un errore politico. Io non sono d’accordo, ma mi adeguo. Mi dispiace. Stava per afferrare la fotografia nella scatola ma De Luca gli afferrò il braccio, appena sopra il gomito, bloccandolo. -Come sarebbe a dire che non interessa nessuno? ringhiò. -A me interessa… interessa a noi! Siamo poliziotti!.”
Terzo capitolo della trilogia incentrata sulla figura del commissario De Luca (i romanzi precedenti sono Carta bianca e L’estate torbida, ambientati rispettivamente in età fascista e ai tempi della Repubblica Sociale Italiana), Via delle Oche è senza dubbio una buona lettura, consigliabile anche a chi non è appassionato di libri gialli, ma piuttosto di libri redatti con uno stile curato e originale. L’attenzione per i particolari, di per sé tipica del genere, nella scrittura di Lucarelli sembra voler andare oltre la semplice acquisizione di dati utili alla ricostruzione del caso investigativo, alla ricerca della natura umana che si nasconde dietro le espressioni e i gesti dei personaggi. E questo viene fatto dall’autore con una lingua puntuale nella scelta del lessico e scorrevole dal punto di vista sintattico, sebbene lontana da tentazioni minimaliste tipiche di tanta scrittura italiana odierna.

Via delle Oche di Carlo Lucarelli, Sellerio collana La Memoria, p. 164, 10 euro, 1996

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