Vineland

vinelandAmmetto che Pynchon valica le mie capacità di comprensione. Tuttavia, rispetto a L’Arcobaleno della Gravità, Vineland è quasi intellegibile.
Il romanzo, credo, affronta l’espolsione di speranze, utopie e eccessi degli anni settanta e la conseguente repressione degli anni ottanta, quando gli hippy lasciano la scena agli yuppies, dai Kennedy si passa a Regan traghettati da Nixon
Vineland è un romanzo entropico dove c’è un po’ di tutto. Ipertrofia di azioni e situazioni. Ci sono freaks, agenti FBI, paranoia, droghe, polizia, complotti, musica e musicisti, scienziati pazzi, cani, umini, donne, sette parareligiose, politica e ninjette (queste ultime dovrebbero far riflettere chi ritiene Tarantino un regista particolarmente innovatore e originale).
Protaganista delle inestricabili vicende è una donna: Frenesi. Frenesi incarna il decennio dei settanta, ha molti uomini, qualcuno lo sposa anche; ognuno di questi uomini rappresenta un settore diverso della società: dall’agente governativo al musicista freakettone. E’ una donna dalle vite molteplici e dalle multiformi passioni, dal sesso al cinema. Quasi a dire che negli anni settanta si sono divertiti un po’ tutti.
La confusione di tempi e storie si riflette in un uno stile ipotattico che mette insieme vari stile: si sono anche le canzonette.
“Si verificò allora un improvviso incremento nell’uso dello sciacquone, nei gabinetti, tale da incidere sull’approvigionamento idrico della città; e una gran ventata d’aria fredda si abbatté su Hollywood allorché tutti corsero ad aprire lo sportello del frigo più o meno nello stesso momento, producento in tal modo un immenso banco di nebbia, entro il quale il traffico automobilistico temeba di procedere persono a passo d’uomo e I pedoni andavano a sbattere contro le case.” (p. 392)
Questo passaggio credo fornisca un’idea di quanto il romanzo sia complesso nella scrittura, surreale e grottesco nei concetti. Da leggere? Forse sì e forse no. Sicuramente qualcosa di completamente diverso.

Vineland di Thomas Pynchon, BUR, collana La Scala, p. 446, 8.26 euro, 2000]]>

,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d bloggers like this:
Disclaimer